Commercio equo&solidale

Turismo responsabile

Basta guardare alcuni dati statistici per rendersi conto delle dimensioni che sta assumendo l’industria mondiale del turismo: nel 2006, secondo i dati dell’ OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) e del WTTC (World Travel and Tourism Council), il numero degli arrivi internazionali è stato di 842 milioni, l’incremento previsto nel prossimo futuro si aggira sul 4,0 – 4,5 % all’anno e il giro d’affari è stato di 7000 miliardi di dollari.
Nonostante la vastità del fenomeno, forse è ancora poco noto al grosso pubblico l’impatto che viaggi e turismo hanno su ambiente e società. In particolare nei paesi del Sud del mondo dove questo settore è stato spesso proposto come panacea per la risoluzione di croniche difficoltà economiche, ma dove è ormai chiaro che il turismo ha portato con sé anche grandi contraddizioni: impatto ambientale spesso devastante, appiattimento culturale a scapito di valori e tradizioni locali, concentrazione nei Paesi del Nord del mondo di gran parte del reddito generato dal settore.
Esiste e si sta diffondendo un modo di viaggiare diverso, la cui prima caratteristica è la consapevolezza: delle proprie azioni, della realtà dei paesi di destinazione, della possibilità di una scelta alternativa. E’ il turismo responsabile, un modo di viaggiare che, pur non rinunciando a svago e avventura, si fa promotore di un turismo rispettoso delle comunità locali, a basso impatto ambientale ed equo nella ridistribuzione dei proventi.